
La ricerca e il parco archeologico
Fondata intorno al I millennio a. C. e sviluppatasi fino al 1246 d. C., quando venne distrutta da Federico II, la lontana Jato offre allo sguardo una complessa stratificazione, venuta alla luce dopo una intensa e non ancora conclusa campagna di scavi.
Attualmente i ritrovamenti più significativi riguardano l'antica Jaitas, tra l'età arcaica e quella classica del periodo greco.
Alla zona archeologica si accede attraverso una comoda carrozzabile. Per salire agli scavi, vi sono tre sentieri che si inerpicano sul monte. Uno è quello detto Dei Militi, che parte da San Cipirello e sale sulle falde del monte Jato, permettendo di godere la vista di uno splendido panorama. Un altro sentiero inizia dal Cimitero vecchio di S. Giuseppe Jato e conduce ad una pineta sulla sommità del monte. Un altro percorso è quello della Scala di ferro, che inizia dalla strada che conduce a Piana degli Albanesi, in corrispondenza del Cimitero nuovo.
Dal 1971 è stata intrapresa l'indagine
sistematica dell'antica Jaitas a cura dell'Istituto di Archeologia dell'Università
di Zurigo sotto la direzione
scientifica dell'archeologo Hans Peter
Isler, che ancora vi effettua annualmente
regolari campagne di scavo. Tenendo
conto del grande interesse storico, documentario
e artistico dei rinvenimenti, la
Soprintendenza ai Beni Culturali e
Ambientali di Palermo ha promosso una
serie di interventi per garantire la fruizione
del sito all'interno del suo
straordinario contesto ambientale. A tal
fine è stata espropriata una vasta area,
estesa circa 200 ettari con al suo interno
il perimetro della città antica, che ricade
dal punto di vista amministrativo nel
territorio del Comune di San Cipirello.
Grazie all'intervento finanziario della Comunità Europea ed alla sinergica e convergente attività di molte istituzioni (Assessorato Regionale dei Beni Culturali e Ambientali, Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo, Comune di San Cipirello, Comune di San Giuseppe Jato, Provincia Regionale di Palermo, Azienda Autonoma per l'Incremento Turistico) è stato possibile, tra l'altro, realizzare le prime e necessarie infrastrutture che rendono possibile la visita del sito. Si è potuto, così, salvaguardare l'insediamento nella sua complessità topografica e ambientale, restituendo alla collettività un luogo ricco di storia e di cultura, nell'incontaminata bellezza del suo paesaggio naturale.
